Per una bischerata da pc, tutte le foto di Ko Chang e del post precedente di Angkor sono andate perse!!!
Tutte foto google quindi :-(
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| Tree House, Long Beach |
Venerdi 9 Marzo 2012
Ko Chang, Thailandia, ultima tappa di questo viaggio di 5 mesi in Asia (Bangkok esclusa, punto di partenza per.... ;-)
Assolutamente un luogo perfetto per chiudere questa lunga avventura. Questa e' la seconda isola per dimensioni della Thailandia e nel complesso e' molto turistica, costa ovest specialmente. Ma l'esperienza e i consigli altrui insegnano e ormai non ricordo piu' da quanto tempo, avevo messo una crocetta sull'estremita' sud-est di questa isola: Long Beach. Posto poco conosciuto e gli ultimi due chilometri di strada totalmente disastrata, sono un bel filtro per tener lontane le masse. Non c'e' molto da dire... same same but different... giungla, palme, mare cristallino, bungalow a pochi metri dal mare, la Dolce Vita... con pochi euro : )



Visto che parlar di ozio potrebbe anche esser noioso, parlero' dei thailandesi. Sono ormai tre inverni che passo da queste parti e nel complesso, oltre ad aver soggiornato a Bangkok quasi una decina di volte, ho avuto modo di conoscere il paese dalle montagne dall'estremo nord alle belle isole tropicali del sud. Rivolgo ai thai un gran complimento: per il mio modesto parere, questo e' il popolo piu' civile tra tutti quelli che conosco. Ovvio che per "civile" non intendo certo "economicamente ricco" o "tecnologicamente avanzato", l'esser civili e' ben altra roba.

Prima di tutto, per iniziare da cose pratiche, non rubano e non sono aggressivi. Si puo' girare per le periferie di Bangkok alle 3 di notte in tutta tranquillita' e se si incontra qualcuno, costui probabilmente ci sorridera'. Non e' solo una sensazione di sicurezza, ho approfondito e se a Londra, Parigi o Roma, per ogni 100 mila abitanti si verificano tot. migliaia crimini, qui in Thailandia le migliaia si trasformano in poche centinaia. Solo questo e' un fatto incredibile, specialmente se si pensa che non si tratta certo un popolo ricco.
Sono inoltre incredibilmente cortesi, corretti, gentili e sempre con il sorriso sulle labbra. Le prime volte puo' sembrare che il sorriso perenne sia una ipocrita presa in giro, ma invece no, son proprio cosi'.
Si sa', specialmente nelle aree turistiche, il voler vendere puo' stravolgere i modi di fare delle persone, ma prendiamo normali persone di strada: nel mondo che conosco, quando capita di fissare uno sconosciuto per qualche attimo di troppo, velocemente lo sguardo si distoglie, oppure, se va peggio, qualcuno si avvicina per chiedere "cazzo vuoi?". Con i thai ne' l'uno ne' l'altro, semplicemente, dopo qualche attimo, sfoderano il loro splendido e luminoso sorriso.

E' inoltre impossibile vedere un thai arrabbiato o in collera. La loro regola base e' semplice: in pubblico, chi si arrabbia e perde le staffe, ragione o torto che abbia, perde a priori la propria dignita' e mette in imbarazzo le persone vicine. Ma non e' finita. Raramente parlano di politica, questa, anche nella migliore delle ipotesi, presuppone un certo livello di scontro; non danno alcuna rilevanza a differenze religiose, sessuali e in generale verso qualsiasi stile di vita o particolarita' culturale, cui ci si possa trovar di fronte.
A novembre con l'alluvione ho visto una Thailandia in ginocchio: situazione tragica, centinaia di morti e migliaia gli sfollati. Anche in questo caso estremo, tra l'altro con aiuti veramente miseri, non ho visto comportamenti nevrotici o di disperazione come sarebbe stato normale altrove. Una dignita' unica.
Non so come, forse sara' il Buddismo (a quanto ho avuto modo di vedere, fra le tante religioni, questa e' assolutamente la piu' funzionale al buon vivere delle persone, o forse semplicemente la meno peggio, non saprei), ma i thai possiedono un'armonia e una pace dell'anima veramente invidiabile. C'e' molto da imparare da queste persone e da straniero le differenza culturali sono indubbiamente incolmabili, ma si fa quel che si puo'.
Inverno 2011/12
